Erri De Luca



ERRI DE LUCA ispiratore di REFUGEE ScART


Erri De Luca April 13, 2011

Cosa lega un sacchetto di plastica usato e un intervento di chirurgia a cuore aperto su un bambino? Lo tiene insieme una catena di mani che hanno raccolto lo scarto e lo hanno trasformato in un lavoro di artigianato. Lo hanno venduto e raccolto la somma per l'operazione. Una? No, gia' centinaia: questo e' il fatturato di sorrisi di Spiral Foundation.”

Erri De Luca Luglio 9, 2011

Con le loro mani nude, senza macchinari, ricavano valore dall'ultimo stadio della  merce, trasformando lo scarto in oggetti utili e allegri.

Erri De Luca Novembre 2011

In un locale offerto dalla solidarietà pura una squadra di rifugiati raccoglie plastica buttata via e la trasforma in oggetti utili e anche belli. Un laboratorio di pochi utensili dà scopo, dignità e valore alle loro mani buone a tutto. In un solo mese Spiral Foundation ha aperto un'altra breccia nel muro dell'isolamento facendo circolare l'aria fresca della fraternità. Progetti come REFUGEE scART sono atti di fraternità che suscitano imitazione ed entusiasmo e realmente trasformano la società."
                                                                          
Erri De Luca "Non esistono i clandestini esistono i destini" 13/2/12

"Benvenuto al peggio che ti offriamo. Insieme al peggio che l'Italia offre ai rifugiati, possiamo anche offrire loro l'incontro con Marichia. Perche' Marichia si e' messa alla Stazione Termini a trafficare con degli oggetti di plastica e a prendere qualcuno di questi rifugiati che non avevano niente da fare e li ha messi in condizione di imparare qualcosa. E' incredibile quanto sia facile fare questo gioco con la plastica e trasformarla in oggetti non grezzi, non primitivi, ma utili, eleganti e perfino divertenti. E' incredibile la  possibilità' che queste cose succedano da noi, improvvisamente, semplicemente come una scintilla.  Il funzionamento e' quello di una candela, una candela che ne può accendere solamente un'altra alla volta, non tutte insieme, non come la corrente elettrica che accende con una sola lampadina tante candele insieme, ma una candela per volta. Marichia e' riuscita ad accedere nove candele e a fare di questo piccolo gioco della la plastica un lavoro redditizio, utile e che permettere a delle persone, questi nostri amici di REFUGEE scART, di sentirsi come uomini degni, utili, oltre che accolti".

Erri De Luca, intervista con Raitre RaiParlamento 
e il giornalista Luca Attanasio 30/5/12

La plastica e' il nostro scarto piu' fastidioso da smaltire, questo vuoto a perdere REFUGEE scART lo trasforma in un pieno a rendere, a rendere qualcosa per il loro reddito e anche qualche cosa per la nostra vita: con questo piccolo laboratorio abbiamo qualche tonnellata di plastica in meno da smaltire. Questi rifugiati si sono inventati un modo per essere utili a loro stessi e a noi: e' la loro manualità e la loro intelligenza che li porta a disegnare in questo modo. I loro oggetti a me ricordano delle bandire che invece di stare contrapposte, una contro l'altra, identificate, stanno tutte mischiate insieme. Delle persone che non ci conoscono, che non conoscono la nostra societa', arrivano da cosi' lontano, spaesati, riescono a scoprire immediatamente un nostro punto debole in cui puo' essere prezioso il loro aiuto, e attraverso il loro intervento riescono a mettere a fuoco una nostra debolezza e trasformarla in un reddito per loro ed un aiuto per noi. REFUGEE scART e' un modello di sviluppo e di impresa. Questi prodotti sono a bassissimo investimento di energia, recuperano molti scarti e quindi una iniziativa come questa si può' moltiplicare in tante citta' ma anche dentro in questa citta', aprire un sacco di filiali, di punti fratelli fatti da persone come queste che si rendono utili a noi, individuando il nostro punto più' debole che e' questa maledetta plastica che non sappiamo dove buttare. Insomma se io fossi uno scarto di plastica vorrei essere utilizzato in questo modo, vorrei avere questa seconda vita, vorrei diventare una borsa una cintura, una collana, vorrei essere utilizzato e non incenerito e trasformato in polveri sottili che vanno a finire dentro ai nostri organismi."

Erri De Luca Seminario Apertura Mostra REFUGEE ScART – L'ARTE DEI RIFUGIATI, Ministero Beni Culturali, Biblioteca di Archeologia e Storia Dell'Arte, 6/9/2012

 "Ho sentito fin dall’inizio questa storia immaginata da Marichia e mi ci sono messo vicino. Sono un fiancheggiatore. Una volta si diceva cosi’, nelle formule dei verbali degli uffici politici delle questure: fiancheggiatori erano coloro che pur non aderendo a un movimento sovversivo lo sostenevano dal lato. Dunque adesso io sono diventato un fiancheggiatore di questo movimento sovversivo che e’ Refugee ScART. Sovversivo nel senso moderno del termine, nel senso che sovverte l’ordine di questo scarto peggiore dei nostri che e’ la plastica, il peggiore degli scarti che produciamo, il piu’ difficile da smaltire; sovverte il destino di questo scarto, lo rovescia in oggetto utile di artigianato, di arte. E’ un atto che cambia il mondo, lo rovescia, gli fa vedere il sottosopra e si vede che sta messo bene il mondo, sottosopra. Questa plastica raccolta in questo modo, con le braccia, con le mani, andando a recuperare questo scarto in giro per la citta’, onorandolo e chiamando questo citta’un patrimonio comune. E’ difficile che un cittadino definisca questa citta’ un patrimonio comune. E’ solamente un suolo di passaggio, comune, ma non un patrimonio comune. E sentire qualcuno che dice che questo e’ un patrimonio comune, che quella plastica puo’ essere tolta dagli scarti e messa a miglior uso e destino: ecco, io considero questa piccola organizzazione di Refugee ScART una prua, una prua che muove le acque di una palude, di uno stagno. Sta andando nella direzione giusta, fonda un esempio, forma una scia nella quale e’ possibile che altre navi vengano e producano questa ricchezza dal niente, dallo scarto e dal rifiuto. Loro ci insegnano cosi’ che il nostro modo di trattarli come rifiuto della storia e’ un modo non cattivo, e’ semplicemnete stupido, cieco, non vede il valore aggiunto della vita di queste persone che vengono a migliorare la nostra vita"

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